#21. People

Il fatto è che oggi, come anni fa torno a casa alle 02.50.
Non per lavoro, come al solito. Ma per piacere.
Per piacere.
Per favore.

Il fatto è che la strada si è aperta. e si è distorta, come gli effetti dell’alcool sono saliti al mio povero e stanco cervello.
Non si fa così. Lo so.
Non importa oggi, non è mai importato forse.

Pensa che ieri stavo per scrivere un post su come l’Amore fosse forte e di come fossi circondato d’amore.
Mi fa quasi ridere, Drew mi prende in giro per il mio essere così sentimentale per quanto riguardi ogni cosa.

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Ho pensato molto di recente.
Ho incontrato molte persone. Checché se ne dica, sono state tutte molto importanti per me. Chi più chi meno.
E oggi mi scontro con la diversità.
Come siamo diventati così diversi?
Cosa è stato, quale scelta abbiamo fatto, che ci ha allontanati così tanto?
Cosa ci ha portato a ferirci a vicenda?
Come abbiamo cicatrizzato le nostre ferite?
Cosa è rimasto dopo la distruzione?
Cosa è nato dopo di essa?

E’ strano.
E’ così strano.
Tutti partiamo con gli stessi princìpi, con gli stessi insegnamenti.
Quelli che mia madre mi ha dato.

“Non mangiamo finché tuo padre non è a tavola”

 

“Non ci si alza da tavola finché tutti non hanno finito”

Allora perché!?
Perché siamo tutti così diversi se partiamo tutti dalla stessa base?
Il mio professore di Biologia Molecolare diceva che la frase fatta “Siamo tutti uguali” è una cazzata, perché “Ognuno ha il suo codice genetico”.
Ma possono davvero essere solo i geni?
Può essere qualcosa di preimpostato?
Non credo.

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Cosa ci è successo?
Cosa ci ha fratturati in modo così permanente da cambiare così radicalmente in così poco tempo?
Da dove arriva tutta questa diffidenza, tutta questa paura, tutto questo coraggio e tutta questa forza?
Che cosa ha rovinato le estati spensierate, fatte solo di cuore e niente cervello?

Il fatto è che non lo so.
Questa è la domanda che un giovane artista ubriaco si fa in venti minuti di guida.
Questa è la domanda che lo farà restare sveglio tutta la notte.

Eppure, ho passato anni a biasimare chi mi aveva fatto del male.
Ed eccomi qui, ormai sono le 03.05 e sto scrivendo, ubriaco e nervoso.

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La cosa più difficile da ammettere è che gli altri sono solo persone.
E che non sono gli altri a ferire, ma c’è una particolare propensione a ferirsi da soli.

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