#15. Inadeguato

Ci sono giornate nella mia vita, come in quella di tutti credo, in cui mi sento inadeguato.

E’ una cosa stupida. Basta una frase, uno sguardo, un tovagliolo diverso dal resto della tavolata.
Ho sempre cercato di ricondurre questo alla mia poca autostima del periodo adolescenziale, finendo poi per generalizzare.

“Succederà a tutti”

E se così non fosse?
Questa è la domanda che mi faccio a mezzanotte e quarantasei di questo ormai sabato 13 Aprile.

La verità è che ora, comodamente sdraiato sul mio letto, non mi importa.

Non mi importa dei Chili di troppo, delle critiche mosse da quelli che fino a due mesi fa reputavo grandi ed indispensabili amici, di sembrare un visionario quando testardamente mi punto su questa particolare carriera. Non mi importa dei giudizi, dell’importanza delle cariche delle persone, dei soldi e della fama sui social network o nella vita reale.
Non mi importa.

Possiedo qualcosa di estremamente potente. Un istinto a rialzarmi nonostante le mille cadute, ricominciare daccapo, senza sprecare energie.
Possiedo la certezza che ad aspettarmi a casa a qualunque ora ci sei tu, pronto ad accogliermi anche se ti sveglio, anche se per cinque minuti.

Come quel dicembre di tanti anni fa.
Era uno di quei giorni. Era uno di quei giorni in cui mi sentivo inadeguato per tutto, al posto sbagliato. Ricordo che cercavo di alleggerire il peso bevendo e molto.
Poi ora mi raccontano che ero convinto di entrare in casa quando infilai la chiave del portone nella serratura dello sportello di una macchina.
Me lo raccontano ridendo.

Non sanno di quanto la mia testa fosse incasinata allora.
Di quanto tutto avesse perso di senso, di quanto camminare non fosse più una cosa così automatica, di quanto fui pervaso dal panico nel capire che se mi fossi addormentato non mi sarei più svegliato, solo com’ero.
Eppure tu eri lì.
Diversamente da ogni altra volta che tornai a casa ubriaco, non solo mi salutasti, ma mi seguisti nel bagno.

Ero stanco.
Di tutto.
Ricordo che senza tregua, quando finivo le energie e cercavo di addormentarmi vicino alla tazza del WC, tu mi tenevi sveglio, con un suono o con un’enorme leccata.
E ci riuscisti.
E ho superato tutto, ma nonostante ciò dormi ancora vigile accanto a me.

Ci sono giornate nella mia vita, come in quella di tutti credo, in cui mi sento inadeguato.
Ma ci sei tu, e tutto va nel verso giusto

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