#14 Cheers!

Casa mia non offre uno di quei panorami da pubblicità.
Casa mia offre una visione di altre rozze case davanti. 
Eppure solo stamattina, dopo 20 anni che sono in questa casa, ho notato che la signora della casa davanti alla mia stende i panni sul tetto.
Si tratta di una signora piuttosto anziana e fragilotta a vederla, eppure settimana dopo settimana, sale su quel piano privo di parapetto e stende i panni.

E’ una cosa particolare, perché la sua casa gode di fili per stendere su un lato assolato, eppure anche con il vento più forte lei non manca di continuare la sua abitudine.
Perché?

Non lo so, ma oggi sono particolarmente emotivo e le analogie non si sono fatte aspettare.

Forse, come i miei problemi, anche lei crede che esporli al sole e al vento l’aiuti a sbrigarli più in fretta pur mettendosi maggiormente in gioco.
O forse si tratta solo di un suo piacere personale, io ho i boschi, lei ha il suo tetto.

Domani, che ormai è oggi visto che la mezzanotte è già passata, ho la mia prima mostra.
E’ la prima volta che le mie foto escono dal computer e dalla rete, vengono trattate e stampate e verranno viste da persone che non sono la mia cerchia sui più disparati social network.
Non so bene come mi sento a riguardo. So che son tornato a scrivere dopo più di due mesi e che forse non è un caso.
Ho lasciato varie cose da fare a dopo la scrittura di questo post, cosicché non possa andare a letto.
Di rigirarmi a pensare nervosamente prima di prendere sonno non ho voglia.

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Da questo punto di vista sono molto complicato.
E’ difficile vedermi entusiasta, molte persone che sono entrate a far parte della mia vita credevano che fossi bloccato.
Non è così, è che manifesto l’entusiasmo in modi che alcuni capiscono, altri no.
E’ una cosa piuttosto semplice: la velocità con cui parlo, la mia necessità di uscire al di fuori dalle quattro mura.

Non sono capace di mettermi a saltare o ballare sul posto per l’entusiasmo.
Immagino sia piuttosto seccante per chi mi fa dei regali.

Ho cenato da solo e mi son goduto un bel bicchiere di vino.
Ho brindato alla mia, riconoscendomi finalmente qualche merito, cosa che non sono solito fare.

Sono stato contento di ritrovarmi a 23 (ormai quasi 24) anni ad avere ancora il coraggio di riprendere tutto daccapo.
Fronteggiare un ennesimo nuovo inizio.
Mia madre dice sempre “Se vuoi, puoi” che credo sia vero, ma cosa c’è nel mezzo?

Nel mezzo c’è tanto, c’è un forte senso di sacrificio, una forte autoconvinzione che gli sforzi varranno la pena, che prima o poi la strada che si sta percorrendo ci dirà dove stiamo andando.
Ed è sempre stato così con me. Può non essere comprensibile o condivisibile eppure -non succede né troppo di rado né troppo comunemente- io prendo e parto.
Come Ego quando fiuta qualcosa o quando mi sente parcheggiare dietro casa. 
Forse lui come me non sa bene cosa sia, ma sa che sta arrivando qualcosa di buono.

E dunque oggi mi sono complimentato con me stesso, perché effettivamente qualche mese fa quando ho deciso di abbandonare tutta la mia vita di allora dovevo aver fiutato qualcosa di buono.
Qualcosa che avrei dovuto aggiungere a tutti i costi alla mia vita, che di sicuro non è povera di esperienze.
Mi viene difficile rimpiangere qualcosa, credo che tutto sia stato una gran bella lezione.
Spesso mi si dice che avrei potuto fare le cose prima, ma “prima” non sarebbe mai stato adesso.
Prima non avrei brindato a me stesso, prima non avrei saputo quanto coraggio ho a ricominciare per la terza volta tutto daccapo.

Prima non avrei conosciuto come sono alle strette, in crisi, con le aspettative altrui infrante.
Prima avrei perso tante cose.

Non avrei mai conosciuto Ego, che mi ha insegnato e continua ad insegnarmi tanto.
Ego è un po’ il mio segnale d’allarme. Quei suoi occhioni diversi riescono a riflettere esattamente te stesso, come nessuno specchio sa fare.

L’ultimo periodo della mia precedente carriera mancata, ad esempio, ero così frustrato, impegnato e nervoso che non avevo neanche mai tempo per lui.
Quando tornavo a casa c’era il tempo per una carezza, una passeggiata sotto casa, poi di nuovo tra quelle quattro mura ed io scappavo a fare altro.
Non dev’essere così. 
Ego è sempre stato accogliente ed accomodante con me, tuttavia quando è triste lo vedi. E lui è senza filtri, a differenza di noi umani, lui è trasparente.

Ed ora, quel lupo bianco fa le feste costantemente, vuole giocare molto più spesso ed è presente. Perché anche io finalmente sono presente.
E’ una sensazione strana, soprattutto dopo un periodo come quello che ho affrontato fino a poco fa.
Però quando capisci e senti che ci sei, sei tu, sei lì. E’ fatta.
Il coraggio nasce da lì, la voglia di buttarsi nel vuoto perché si ha una buona impressione è tutto lì.

Un mese fa mia bisnonna mi ha detto che in famiglia abbiamo sangue forte e cuore duro, e io ci credo. Mi conosco.
Eppure ogni tanto, c’è quel qualcosa che il cuore te lo fa sciogliere.

La signora che stende i panni sul tetto contro la tempesta ad esempio.

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