#10. One photo a Day nr 9 – Back

Non ho mai avuto paura di scrivere, prima d’ora.
Mai avuto paura di avere un’opinione, delle sue conseguenze sulla mia vita.

Sono mesi che non mi guardo indietro, che ho lasciato bagagli del passato che ormai erano diventati solo dei pesi.
Non mi sono mai voltato, lasciando indietro molte cose incomplete.
Ora è il tempo di tornare a prenderle, dopo l’esplorazione ora è tempo di selezionare ciò che sarà utile per il mio futuro e ciò che invece è meglio lasciare al passato.

Guardare avanti mi ha fatto varcare la soglia di molte occasioni che probabilmente non avrei avuto, aspettandole.

Ricordo quando tutto questo è cominciato.
Era una sera in cui ero particolarmente nervoso per la cena con un fotografo che per me è un punto di riferimento.
Ricordo che il pasto iniziò in imbarazzo, tutti legati dall’idea di dover fare buona impressione, ma con il tempo si creò la confidenza.
Ricordo ciotole di terracotta bordeaux colme di cibo senza lattosio, glutine e lievito per le mie intolleranze, preparate con la cura di una madre.
Ricordo discorsi più impegnati che per me erano come degli esami, il mio cercare di fare buona impressione.
Ricordo bene, benissimo, la sensazione provata quando -analizzando le mie foto- il fotografo le scorreva velocemente, senza interesse, poi i saluti ed il mio mettermi l’anima in pace.

Tornando ancora più indietro ricordo i lavori di Agosto, la soddisfazione dopo giornate intere di scatti.
E’ strano, quando ho una fotocamera in mano e devo fare le mie foto, i miei lavori, mi rendo conto di essere una persona diversa.
Il lavoro di Agosto, con Elisabetta, è quello che tra tutti mi ha dato più soddisfazione. 
Ricordo che riuscii a mettere la modella a proprio agio. Ottenni dunque fotografie più spontanee. Gestii i costumi e diedi le direttive per il make-up e l’hair styling, avevo tutto in mente, non lasciai niente al caso.

Guardandomi indietro non posso non ammettere di vedere i miei progressi, in così poco tempo.
Non so se si tratti di passione o -come dicono in molti- di talento, non ne ho la presunzione.
I miei genitori mi hanno cresciuto con la filosofia del “mai abbastanza” ed io non sarò mai abbastanza bravo per me.
Non importa. Non ha mai importato.
E’ sempre stato una fonte d’ispirazione per migliorarmi.

Tuttavia ci sono avvenimenti, esperienze, immagini del passato
che vale la pena portare con sè.
Nonostante il peso, il loro messaggio è qualcosa che non possiamo lasciare indietro.

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