#9. One Photo a Day nr 8

Molto tempo fa, una persona molto importante mi disse che tutte le persone sono come dei fiumi:
Hanno un loro letto su cui scorrere, ma spesso vanno contro corrente e straripano, perdendo la loro spinta naturale,
per raggiungere altri fiumi.

E’ sorprendente come, a distanza di anni, io ricordi ancora perfettamente quel discorso.
Sono passati molti giorni dall’ultima volta che ho scritto, ma il tempo mi scivola addosso come acqua talvolta.

E, soprattutto, non intendo forzare la fotografia che per me è sempre stata una questione emotiva.
Questo progetto fotografico non sarà mai un’autoimposizione tecnica.

Sono successe tante cose in questa lunga e quotidiana giornata che si conclude stasera.
Io ed Ego ora stiamo in città, anche se appena possibile sgattaioliamo nel nostro nido.
I nostri genitori continuano a lavorare là, con una passione ed una serenità che solo i fiumi che seguono il proprio letto possiedono.

Ho lavorato a vari progetti durante la mia permanenza qui.
Ho fotografato tanto, cercando di fermare immagini proprie della mia mente.
Ed ora è mezzanotte e venti e sono tornato a scrivere.
Perché ora? Perché proprio di questo?

Sono sempre stato convinto che niente succeda per caso,
che le parole hanno il potere di ritornare alla mente quando più ce n’è bisogno.
Ed eccole qui, mentre affrontavo gli irrisori problemi di un ventitreenne, tornano, 
ed io ho bisogno di scriverle.

Pensavo al cambiamento.
Alle persone che cambiano.
Ne ho viste molte di recente, io stesso cambio in continuazione.
Penso che, come disse quella persona anni fa, quando si è più piccoli, quando si è un piccolo rivolo, si è naturalmente attratti dall’avvicinarsi ad altri piccoli rivoli, fare tutti un minimo sforzo per essere un unico fiume, più forte, una direzione unica.

Ma poi le cose cambiano, le persone crescono, i fiumi scavano il loro letto.
Ed ognuno ha il suo. Senza rancori.
Ci si guarda intorno, totalmente sperduti in quella che dovrebbe essere casa propria, la certezza più intima
e si decide di intraprendere la propria strada.

Non dev’essere condivisa dai fiumi ai quali ci siamo sforzati di rimanere accanto.
Deve essere quella che è più naturale. Quella che ha la spinta della propria sorgente.
E seguendo la propria corrente, senza alcun dubbio, non sarà raro trovare
altre persone che ne condividano il corso.

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